mercoledì 9 marzo 2011

Julio Velasco coach in IRAN

Sembra certa la notizia che Julio Velasco sia stato nominato head coach della Nazionale Seniores Iraniana.
Il valore di Julio Velasco è fuori discussione. Sia come coach che come uomo di sport.
In Italia ha fatto cose importanti per la pallavolo maschile e femminile prima di emigrare al calcio.
Molti lo rimpiangono per il fatto di non averlo valorizzato nel nostro mondo come dirigente.
E' stata una occasione persa oppure è giusto coltivare nuovi dirigenti, con nuove idee e nuove motivazioni per rilanciare il nostro movimento?

6 commenti:

  1. Attualmente questo è il suo livello.
    Lo spiegava lo stesso Velsco quando veniva invitato nelle famose convention internazionali.
    Se sei qui è perchè non vali di più
    Se non sei d'accordo dimostralo in campo

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  2. Nulla da eccepire sul suo valore come coach anzi, secondo me ha dimostrato di saperci ancora fare, la frase "questo è il suo livello" lo può dire chi, forse, non ha potuto apprezzare la qualità di gioco della sua Spagna a Verona, gran bel gioco e sconfitte onorevoli, contro i talenti fisici di Cuba e agli altrettanto talenti fisici (e pure tecnici) del Brasile, quindi quanto vale lo ha dimostrato sul campo pochi mesi fa... prendere una nazionale media e portala al massimo è difficile tanto quanto prendere il Brasile e farlo diventare campione del mondo... Come nessuno può escludere in assoluto che nel 1990 un altro allenatore avrebbe potuto far giocare il mondiale alla "Generazione di Fenomeni" facendo addirittura meglio di lui, nessuno potrà dire che nel 2010 la Spagna avrebbe giocato meglio con qualcun'altro, se invece si ragiona che l'allenatore migliore è quello che guida la squadra più forte, allora chiunque allenerà l'Italia, ogni volta che incontrerà (e che, a rigor di logica, batterà) l'Iran di Velasco potrà dire "valgo indubbiamente più di Velasco, poichè la squadra che alleno ha battuto la squadra che allena lui" ma questi non sono ragionamenti logici.

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  3. Nulla da eccepire anche come uomo di sport e, personalmente, aggiungo come uomo in generale. Personalmente mi ha sempre fatto un'ottima impressione ogni volta che veniva intervistato. Ricordo anche una trasmissione di qualche anno fa, si chiamava "Milano-Roma" dove Velasco faceva un viaggio in automobile con Serena Dandini e nelle ore di viaggio saltava fuori moltissimo la sua personalità extra-sportiva. Sarà per questo che ho strabuzzato gli occhi alla notizia, non tanto per il valore della squadra che andrà ad allenare, Velasco mi sembra il tipo che si divertirebbe anche ad allenare la nazionale Sanmarinese, ma per il paese.
    Ma come? proprio lui che ha spesso accennato a problemi durante il periodo buio dell'Argentina va in un paese di cui si sentono dire cose simili a livello di diritti umani ecc.. ??? non voglio assolutamente parlare di questi argomenti, cerco solo di immaginarmi una persona che da giovane sarà vissuta con la comprensibile angoscia di poter esser presa di mira da una certa tipologia di "autorità investigativa" che ora va in un posto dove sembra che altre persone vivano con la stessa angoscia di essere prese di mira dalla stessa tipologia di "autorità investigative".

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  4. Se è stata un'occasione persa il non averlo valorizzato come dirigente non mi è dato saperlo, comunque penso che si possano "coltivare nuovi dirigenti con nuove idee e nuove motivazioni" sia con Velasco che senza, non penso che questo dipenda dalla presenza o meno di Velasco in Italia. Solo una cosa mi sento di dire con certezza, Velasco dirigente avrebbe portato molta popolarità tra i non addetti ai lavori, non so perchè ma sono quelle doti innate di alcune persone, all'epoca delle vittorie avevo conoscenti che di sfuggita avevano visto o letto un "qualchecosa" sulle vittorie mondiali e dopo pochi giorni si ricordavano esclusivamente dell' allenatore.
    Ho finito, ciao.

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  5. Montesi Benito12 marzo 2011 08:41

    Ho conosciuto Velasco al tempo del mio incarico di General Manager delle Squadre Nazionali FIPAV (1991-93) e posso dire che è una persona di grande cultura, non solo sportiva, amante delle scommesse della vita, come quella di venire in Italia, in una piccola cittadina (Jesi), con tutta la sua famiglia e per un compenso con certo eclatante e da li costruirsi la sua fama mondiale. Per questo credo che abbia accettata la panchina dell'Iran per scommetere ancora in una impresa sportiva, considerando che quella nazionale ha una concreta qualità sportiva con la necessità di un coordsinamento tecnico che la indirizzi verso un'unica direzione, sfruttando un naturale forte spirito di gruppo.
    Dall'altro lato la sua decisione credo sia stata anche dalla curiosità di immergersiin una diversa cultura, appresa dai libri di storia, per comprenderla a fondo.
    Questo a mi avviso è l'uomo Velasco, che ha indubbie qualità anche dirigenziali, con la sua naturale dote di comunicatore di cui, forse, la FIPAV avrebbe bisogno per portare all'esterno del suo mondo quanto di buono in tema sportivo e sociale produce con grande merito giornalmente e mette a disposizione dei giovani e del Paese!
    Benito Montesi

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